Luis Sepúlveda e la sua “Patagonia Express”

L’immenso Luis Sepúlveda (04/10/1949 – 16/04/2020), celebre autore, sceneggiatore, giornalista e poeta, ha vissuto un’esistenza piena, costellata da numerosi scontri, dai viaggi e dalla sua letteratura.

Profondo sostenitore del peso di ogni singola parola pronunciata, affidava alle sue opere le proprie idee, i pensieri più intimi, i sogni di una vita, la rabbia per un mondo ingiusto, nel quale viveva osteggiando i soprusi e viaggiando molto, tanto per diletto quanto costretto dalle dittature contro cui si batteva. Da fervido attivista politico, nel 1973 venne arrestato dalle forze del Generale Augusto Pinochet, neoeletto dittatore del Cile e torturato per sette mesi. Liberato grazie all’impegno di Amnesty International, venne nuovamente arrestato e condannato all’esilio.

Luis Sepulveda
Luis Sepulveda

Da quel momento in poi non si è più fermato: ha lottato accanto agli ambientalisti, imbarcato sulle navi di Greenpeace, battendosi contro ogni forma di abuso verso il pianeta ed ogni privazione dei diritti umani, continuando a scrivere “per dar voce a chi non ha voce“. Grande amico di Gabriel Garcia Marquez, di Pablo Neruda e di Tonino Guerra, che lui considerava suo maestro.

Pienamente innamorato della vita, degli ultimi fra gli ultimi, sempre bistrattati e sottomessi. Ha vissuto un’intensa storia d’amore con la sua Carmen Yáñez, conosciuta pochi anni prima del golpe in cui entrambi vennero arrestati. Legati da un sentimento così profondo da riuscire a sopraffare la distanza ed il tempo. Separati da migliaia di chilometri per circa un ventennio, dopo i matrimoni con i rispettivi partner, si rincontrano nel 1996 in Germania e decidono di trasferirsi prima a Parigi e poi, nel 2004, in Spagna, a Gijon, dove si sposano.

Luis Sepulveda e sua moglie Carmen Yanez
Luis Sepulveda e sua moglie Carmen Yanez

Accanto al suo impegno politico ed umanitario, la sua produzione letteraria si arricchisce anche di testi per bambini, tutti con soggetti animali, finalizzati ad imprimere nel lettore una morale specifica. Iniziata nel 1997 con la sua prima e celebre opera “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, seguirono “Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico“, “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” e l’ultima “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa“.

Monti della Patagonia, Foto di Monigocan da Pixabay

Attraverso i suoi scritti di viaggio, Luis Sepúlveda ci permette di scoprire i luoghi in cui ha vissuto, ai confini del mondo, imparando le bellezze e le brutture di paesi dai profondi contrasti. Tra i suoi diari, quelli più apprezzati narrano dell’America del Sud, come “Patagonia Express“: un resoconto della cosiddetta “Terra del Fuoco“, ancora in buona parte autentica e selvaggia, dai paesaggi mozzafiato e ancora poco antropizzata. Una terra dura, impervia, dove la sopravvivenza non è un’opzione, soprattutto per chi abita questi luoghi di confine. Un popolo emarginato, ma solo in apparenza, eppure così tenacemente attaccato alla vita e al Mondo a cui appartengono, che li rende parte integrante di quell’evoluzione umana in atto dalla notte dei tempi. Gente che combatte quotidianamente per affermare la propria identità, per certi versi ancora poco evoluta a livello tecnologico, ma proprio per questo più autentico. “Patagonia Express” è l’affresco di una terra tanto bella quanto complessa, passando dal macromondo dei suoi paesaggi fino alle immagini dettagliate dei suoi abitanti. Luis Sepúlveda ci insegna che è proprio questo il modo migliore di viaggiare, ovvero scoprendo le sfaccettature dei luoghi in cui ci addentriamo, capendo la storia, le tradizioni, la cultura e le motivazioni del popolo che lo abita, apprezzando gli scenari meravigliosi che accompagnano la vostra visita, avendone sempre il più profondo rispetto.

Dai un’occhiata al testo: LaFeltrinelli

Patagonia Express
Patagonia Express

Precedente La scalinata di Caltagirone: i gradini delle meraviglie Successivo La candida “Scala dei Turchi”, una meraviglia della Sicilia

Lascia un commento