L’esercito immortale: l’armata di terracotta

Inserito nell’elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1987, l’esercito di terracotta è un impressionante gruppo scultoreo di circa 8.000 statue, raffigurante l’armata fedele all’imperatore Qin Shi Huang, che unificò i sei stati autonomi della Cina.

(Esercito, fonte http://www.ilpost.it/2014/03/30/scoperta-esercito-terracotta-xian-cina/soldaten/ )

L’imperatore, vissuto dal 260 al 210 a.C., conscio della sua posizione regale e ossessionato dalla morte, sin da adolescente diede disposizione affinché venisse costruito un enorme mausoleo che ospitasse le sue spoglie dopo la fine della vita terrena. Così, dopo la conquista di quello che oggi è il territorio cinese, fece realizzare una replica in terracotta dell’armata che lo accompagnò durante la sua ambiziosa impresa. L’unicità di quest’opera monumentale, oltre all’elevato numero di soggetti, sono le fattezze di ogni scultura, presumibilmente modellate sul reale esercito di Qin Shi Huang. Le statue, difatti, presentano un’impressionante cura dei dettagli, tanto nei lineamenti quanto nelle armature, diverse in relazione alla posizione ed al grado di ogni soldato.

(Dettaglio volto, fonte https://www.storiamito.it/esercito_terracotta.asp )

Ogni soggetto era corredato da un’arma diversa (lancia, spada, arco con faretra contenente frecce in bronzo, ecc) e da uno scudo, oggi in gran parte scomparse a causa delle razzie delle dinastie successive. Assieme ai singoli, sono presenti anche gruppi scultorei formati da carri in scala 1:2, in legno con dettagli in bronzo, trainati da cavalli in terracotta. La disposizione dei soldati, le loro pose, la diversità delle armature e la presenza di carri, ci fornisce, non solo le fattezze di un esercito di 2000 anni fa, ma persino le strategie militari adottate dall’imperatore.

(Carro con cavalli, fonte https://commons.wikimedia.org/wiki/File:[email protected]_Gdynia_2006_-_01_ubt.jpeg )

Dal 1974, anno in cui un contadino scoprì fortuitamente la testa di una statua mentre era intento a realizzare un pozzo nel suo terreno, gli scavi non si sono quasi mai fermati, anzi sono ancora in atto, seppur con le limitazioni imposte dal governo cinese. Le istituzioni, infatti, non hanno ancora concesso agli archeologi di poter scavare la collina artificiale sotto cui giacciono le spoglie di Qin Shi Huang, in quanto restii a profanare l’ultima dimora dell’imperatore.

Leggenda vuole che il mausoleo nasconda al suo interno i tesori accumulati durante le diverse conquiste, le numerose sculture delle concubine dell’imperatore ed i suoi beni personali. Il problema più importante, però, è dato dalla versione secondo cui la tomba sia circondata da un fossato interno ricolmo di mercurio liquido, ritenuto un potente rimedio che assicuri l’immortalità. Pur trattandosi di leggende, gli archeologi hanno riscontrato un livello di mercurio nel terreno della collina ben 8 volte superiore alla media, per cui un eventuale scavo potrebbe mettere a rischio, non solo il personale specializzato, ma anche l’intera città.

(Collina dentro cui si cela il mausoleo dell’imperatore, fonte Di wit – http://www.flickr.com/photos/-wit-/239198883/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7626666 )

Inoltre, dagli anni ’70 ad oggi, i reperti hanno subìto un deterioramento assai evidente, in quanto queste opere per 2 millenni avevano instaurato un equilibrio costante con il terreno in cui esse furono sepolte. Pertanto, il governo cinese avanza cautamente, decidendo di volta in volta le aree da riportare alla luce. Tutto questo anche in relazione alle nuove tecnologie introdotte in campo archeologico, al fine di non compromettere l’integrità dei reperti e, naturalmente, la salute degli abitanti. L’aria esterna e la luce solare hanno di fatto alterato la colorazione originale dei manufatti, causandone la perdita definitiva e restituendoci sculture monocrome. Fortunatamente negli ultimi anni un team di chimici esperti nella conservazione ha introdotto uno spray capace di fissare i pigmenti, così da preservarne la policromia.

(Policromia soldato di terracotta, fonte http://www.thehistorytemple.com/archeologia/la-dinastia-qin-%E7%A7%A6%E6%9C%9D-221-206-a-c/ )

I rossi, i verdi, i blu, i gialli ed il nero di 2000 anni fa possono mantenere la loro vivacità in eterno, mostrandosi al mondo grazie alle fedeli ricostruzioni in 3D, realizzate per la fruizione turistica.

(Policromia esercito di terracotta, fonte http://caffetteriadellemore.forumcommunity.net/?t=47164551 )

Certamente questo enorme sito di 90 km2 , della mole di un’intera città sotterranea, nasconde ancora numerose sorprese. Infatti, sempre più professionisti ed appassionati ne restano strabiliati, oltre a far accrescere la curiosità per quest’area ancora in parte inviolata. Si può ben affermare che l’intento dell’imperatore Qin Shi Huang di restare alla storia sia stato ampiamente raggiunto.

Sul sito del National Geographic potete vedere il video con la ricostruzione della policromia:

http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/06/01/video/guerrieri_di_terracotta_a_colori-1058284/?refresh_ce

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